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Alla Festa del Pd si riflette su politica e informazione PDF Stampa E-mail
Scritto da Admin   
Martedì 05 Luglio 2011

Gentiloni: «Fallito il format di comunicazione di Berlusconi»

Prato, 5.07.11 La fine del modello di comunicazione di Berlusconi, vecchi e nuovi mezzi di informazione, la legge sulle intercettazioni, l’influenza della televisione sul voto politico: questi, in sintesi, i temi sviscerati dal deputato Paolo Gentiloni, ex ministro delle Comunicazioni e presidente del forum Itc del Pd nazionale, ospite, lunedì sera, della festa democratica in corso ai giardini di Narnali-Maliseti. Intervistato dal direttore del corriere Fiorentino Paolo Ermini, Gentiloni ha dibattuto per quasi due ore rispondendo a tutte le domande del giornalista, persino a quelle più provocatorie.  A introdurre l’iniziativa “L’informazione al tempo dei Berluscones”, il responsabile comunicazione della segreteria provinciale del Pd Ciro Becchimanzi, ideatore della serata.

Ermini è entrato subito nel vivo ponendo una domanda sui risultati elettorali del recente referendum. «Le ultime elezioni hanno dimostrato che il modello di comunicazione di successo di Berlusconi è finito - ha replicato Gentiloni - e non credo che la proposta di un modello alternativo debba arrivare da linee di indirizzo politico, ma dal rianimarsi della concorrenza». Tuttavia, «l’informazione pesa moltissimo ai fini dei risultati del voto - ha spiegato il deputato - e chi dispone dei mezzi di comunicazione, in particolare di televisioni, contribuisce direttamente all’orientamento politico». 

Nonostante la grandezza del fenomeno, l’ex ministro non teme che internet possa segnare la fine della carta stampata: «Avremo sempre bisogno di una bussola per orientarsi nel mare di informazioni della rete, dove tutti, ormai - ha fatto notare -  a loro modo possono diventare giornalisti raccontando un fatto da qualsiasi parte del mondo si trovino». Più scettico, invece, sul ruolo di “supplenza” dei partiti («sempre più deboli»), svolto dai grandi giornali.  Spaziando da una tema all’altro, il confronto si è soffermato sulla nota dolente del disegno di legge sulle intercettazioni che, secondo il deputato Pd, comprometterebbe il diritto dei cittadini ad essere informati.  A questo proposito, ha detto: «L’informazione va pagata, non possiamo rinunciare al fatto che ci sia qualcuno che paga i giornalisti per fare inchieste e garantisca loro la copertura giudiziaria necessaria».

 

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