| “Serve una nuova fase di femminismo” |
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| Scritto da Admin |
| Mercoledì 14 Luglio 2010 |
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La scrittrice e deputata Vittoria Franco sprona le giovani alla Festa Pd: “Contro il rischio regressione alimentiamo la cultura dei diritti” PRATO. 13.07.10 - Quella di lunedì alla Festa del Pd è stata una notte rosa. Dopo l’incontro con Rosy Bindi, a salire sul palco della “Piazza delle idee” è toccato alla parlamentare Vittoria Franco che ha presentato al pubblico il suo libro “Care ragazze. Un promemoria”. Il libro (in vendita presso la libreria della festa), come ha spiegato bene Beatrice Magnolfi, presidente della Direzione del Pd toscano, «è un promemoria del passato dal quale partire per cominciare a costruire un futuro migliore». «Un libro scritto sottoforma di lettera che parla alle giovani donne – ha detto – spiegando loro che se la cultura dei diritti di cui godono non viene alimentata si corre il rischio di una regressione». Un dibattito condito dalle testimonianze dirette di Cristina Sanzò, consigliere comunale; di Gilda Fronzoni, presidente commissione pari opportunità; di N’della,immigrata senegalese impegnata nelle politiche di sviluppo economico del suo paese e di Serena Tropepe, dei giovani democratici. Tutte donne impegnate in vari ambiti della società: nei partiti, nella scuola, nelle associazioni, all’università dove quotidianamente lavorano per realizzare i loro progetti di vita, cercando di superare gli ostacoli di un modello culturale incentrato sui bisogni dell’uomo. «Parlando di donne si parla di tutta la società – ha spiegato Vittoria Franco – e quando viene meno il rispetto della donna quella società è a rischio». La scrittrice e deputata Pd fa riferimento al modello televisivo in cui la donna viene rappresentata come oggetto e quasi mai ricopre ruoli intelligenti. «E’ stato dimostrato che se in Italia lavorassero tante donne quanti uomini il Pil aumenterebbe del 17,5% - ha proseguito –, invece molte di loro rinunciano alle proprie aspirazioni poiché costrette a scegliere tra sfera privata e lavoro. L’intento del mio libro è anche quello di alimentare la libertà intesa come autonomia. Quel modello televisivo non rappresenta la realtà e non è un modello comportamentale generalizzabile. Oggi ci sono ragazze che hanno grandi ambizioni, voglio dire loro di lottare per affermare il proprio progetto di vita. C’è bisogno di una nuova fase di femminismo, ma devono essere le giovani generazioni a riprendere in mano il filo». |






