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La sanità pratese accetta la sfida della qualità PDF Stampa E-mail
Scritto da Admin   
Venerdì 09 Luglio 2010

Alla festa del Pd dibattito sui progetti di riorganizzazione legati al nuovo ospedale

Scaramuccia: “In Toscana bilanci solidi, ma la spesa farmaceutica sta aumentando del 10 per cento”.

PRATO. 09.07.2010 (b.b.). La sanità pratese si appresta a grandi cambiamenti, a partire dalla realizzazione del nuovo ospedale.  In particolare si intende alzare il livello della qualità col quale dovranno misurarsi tutti dalle strutture agli operatori, al territorio, fino ai cittadini stessi. Questo l’argomento cardine all’attenzione del pubblico che ha partecipato numeroso al dibattito “La sanità che cambia: quale futuro per il sistema sociosanitario pratese” di scena giovedì sera alla Festa democratica regionale sul lavoro in corso ai giardini di Narnali-Maliseti. Sono intervenuti l’assessore regionale alla Salute Daniela Scaramuccia, il direttore dell’ospedale di Prato Joseph Polimeni, il direttore della Società della Salute di Prato Riccardo Poli, il presidente della casa di cura “Villa Fiorita” Gianni Del Vecchio e Leandro Innocenti, segretario confederale Cgil. Ha coordinato il dibattito Elisabetta Carullo, responsabile dell’area Diritto alla salute del Pd di Prato.

Nel suo intervento il direttore Joseph Polimeni ha illustrato le caratteristiche della nuova struttura ospedaliera organizzata per intensità di cura. «Una struttura monoblocco con percorsi ottimizzati e centralizzati – ha detto - ma l’ospedale nuovo rappresenta soprattutto un’occasione per ridisegnare i processi sociosanitari ricalibrandoli verso il paziente».

Con la costruzione del nuovo ospedale la cui data d’inaugurazione è stata fissata per il 26 settembre 2013 s’intende portare avanti al contempo una sfida culturale in cui giocherà un ruolo importante la “Società della salute”. «Si tratta di uno strumento per creare un modello che coniughi l’intervento sanitario con quello sociale - ha detto il direttore Riccardo Poli - in questi oltre due anni d’attesa prima di vedere sorgere il nuovo ospedale, il suo compito sarà far sì che tutti gli operatori sanitari facciano squadra nell’intento di sviluppare un territorio che sia compatibile con il nuovo ospedale. Ciò significa che anch’esso andrà costruito per intensità di cura affinché la persona sia inserita in percorsi assistenziali appropriati ed abbia ciò di cui necessita per la degenza. Credo inoltre debba essere una struttura leggera che non generi ulteriori costi».

Dal dibattito è emerso che il nuovo ospedale dovrà essere inserito in una rete di servizi integrati sul territorio di cui la casa di cura Villa Fiorita, struttura accredidata, fa parte. «Noi siamo pronti - ha aggiunto il presidente Gianni Del Vecchio – con una programmazione forte ed efficace siamo in grado di accettare la sfida».

Sul fronte dei tagli alla sanità la Cgil rivendica il diritto di essere presente nei processi decisionali che riguardano la discussione sul territorio. «I nostri pensionati rappresentano la categoria che ha più bisogno di assistenza e sono molto preoccupati per i cambiamenti che ci saranno - ha detto Leandro Innocenti – vogliamo capire quanti servizi ci saranno e come saranno organizzati anche in vista dei tagli  previsti della manovra Finanziaria». Tuttavia, secondo l’assessore regionale Scaramuccia «fortunatamente la sanità toscana parte da basi più solide date da bilanci certificati». «Il problema – ha aggiunto – sono semmai i fondi che vengono tagliati a fronte di una spesa in crescita soprattutto in campo farmaceutico dove si parla di una aumento del 10 per cento annuo».  Riferito al nuovo piano socio-sanitario ha detto che sarà l’occasione per consolidare la riorganizzazione di un sistema che mette al centro la persona. «Continueremo a investire risorse là dove servano a garantire il diritto alla salute del cittadini – ha annunciato –. Serve uno sforzo da parte di tutti per costruire un territorio che sia adeguato. Sarà soprattutto un cambiamento mentale quello che gli operatori dovranno affrontare in quanto dovranno imparare a parlarsi e scambiarsi informazioni. La carta sanitaria vuol essere il primo vero elemento di un sistema d’integrazione».

 

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