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16 novembre 2011

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Lo sport resta una risorsa indispensabile per Prato PDF Stampa E-mail
Scritto da Admin   
Mercoledì 07 Luglio 2010

Ferranti: “Impegnati a non lasciare sole le società davanti ai tagli”

Napolitano: “Un marchio turistico per le manifestazioni d’eccellenza”

PRATO. 07.07.2010 (b.b.)Le società sportive pratesi non saranno lasciate sole ad affrontare una stagione di tagli pesanti che le vedrà protagoniste involontarie. Questo il tema all’attenzione del pubblico che martedì sera ha riempito la «Piazzetta delle idee» alla Festa del Pd, quello delle prospettive per lo sport a Prato. Nell’ambito del dibattito “La pratica sportiva: una risorsa per Prato” il Partito democratico si è proposto di diventare punto di riferimento di tutte le società sportive del territorio affinché abbiano un sostegno alle loro fondamentali presenze sul territorio. Oltre al Segretario provinciale del Pd Bruno Ferranti, hanno preso parte all’iniziativa anche l’assessore regionale Salvatore Allocca, l’assessore allo Sport della Provincia di Prato Antonio Napolitano e la presidente del Cgfs Fulvia Bendotti. Il dibattito è stato coordinato da Andrea Becheroni, responsabile del Forum Sport del Pd di Prato.Di fronte a una prospettiva di privatizzazione delle società sportive finalizzata ad incrementare le risorse, ma che, secondo i presenti all’iniziativa, lederebbe il diritto allo sport,  si leva un coro di no. Un no secco quello pronunciato da Bruno Ferranti, che ha avanzato una controproposta: «Stiamo lavorando per costruire dei progetti che ci consentano di recuperare qualche risorsa in più in altri settori – ha detto -, dato che lo sport rappresenta per tutti un momento di aggregazione positivo, non vedo perché non possa rappresentare un fenomenale veicolo per favorire l’integrazione». Massimo allineamento sulla questione da parte della Provincia di Prato che dal canto suo, sta lavorando intorno alle manifestazioni sportive di eccellenza che normalmente si svolgono sul territorio (Maratonina, Prato-Abetone, Trofeo Etruria ecc.) per trasformarle in veri e propri prodotti turistici “made in Tuscany” da vendere all’esterno. «La mia proposta – ha annunciato l’assessore provinciale Antonio Napolitano – è di riuscire a trovare qualcuno disposto a investire sul territorio inserendo questi eventi all’interno di un pacchetto turistico che possa fregiarsi, in accordo con la Regione Toscana, di un’etichetta studiata ad hoc». «Fate progetti». Così ha risposto l’assessore regionale Salvatore Allocca, alle prese con i tagli della manovra che andranno a incidere anche in questo settore dove le risorse erano già scarse. «In questo momento – ha proseguito - l’unica soluzione è quella di attivare risorse che vengano da altre attività realizzando progetti in cui lo sport non sia inteso soltanto come una pratica agonistica, ma si coniughi con altri interventi di natura sociale. Riuscendo, per esempio, a creare un progetto che inneschi un meccanismo positivo sulla salute della popolazione, si potrebbero riuscire a impegnare le risorse della sanità». Il ruolo educativo e sociale che nel corso degli anni si è affermato a Prato grazie anche un sistema decentrato della pratica sportiva, è stato spiegato bene da Fulvia Bendotti, presidente del Cgfs. «L’idea di sport e attività motoria che Prato ha prodotto dagli anni Settanta ad oggi fissandola nel Centro giovanile e nel trofeo città di Prato va conservata. Affidando la gestione dell’impiantistica sportiva ai privati – ha fatto notare Fulvia Bendotti – si mette seriamente a rischio un sistema di sport decentrato e a disposizione di tutti».  «La Provincia farà la propria parte – ha aggiunto Napolitano –. Va individuato un progetto alternativo che vada nella direzione opposta a quella indicata dall’amministrazione comunale: favorire l’aggregazione delle piccole società sportive per non disperdere energie e ad ognuna dare un impianto. Lo sport è una risorsa i cui risultati vengono da lontano e che intendiamo preservare, dando gli impianti in mano ai privati, i piccoli sport rischiano di scomparire a favore dei più remunerativi».

 

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