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Scritto da Admin   
Lunedì 05 Luglio 2010

Enrico Letta alla Festa del Pd lancia una nuova stagione politica: “Prato è un laboratorio di sviluppo per le politiche del partito”

Prato. 05.07.10 (b.b.) Quello del centrodestra con l’amministrazione pratese è un contratto a termine. Il vicesegretario nazionale del Pd Enrico Letta è convinto che dopo la sconfitta elettorale del centrosinistra a Prato qualcosa all’interno del Partito democratico sia cambiato. «So che avete imboccato la strada giusta per mandare a casa il sindaco nel 2014». Così ha detto rivolgendosi al popolo dei democratici che domenica sera ha partecipato numeroso all’incontro “Prepariamo giorni migliori per l’Italia” col numero due del partito, intervistato sul palcoscenico della Festa regionale del Pd edizione 2010 dedicata al lavoro.   L’incontro si è aperto con l’intervento del padrone di casa, il segretario provinciale del Pd Bruno Ferranti. «Abbiamo bisogno di ricostruire un percorso che ci consenta di vincere le prossime elezioni – ha esclamato – in vista del congresso stiamo lavorando a un progetto che darà risposte concrete ai problemi della città, a partire dal lavoro. Per far ripartire Prato c’è bisogno di ridarle energia per farla reagire perché, come ha detto il presidente della Regione Rossi, se riparte Prato riparte tutta la Toscana. Il lavoro che stiamo portando avanti con questa festa molto partecipata ci fa pensare che ci siano ottime probabilità di recuperare il rapporto con la base».
 
«Prato è un caso unico in Italia – ha proseguito Letta – è il concentrato della globalizzazione, un fenomeno che qui, è stato vissuto con tempi così ravvicinati che l’impatto sulla gente è stato così forte che qualsiasi politica tradizionale fa fatica ad affrontare: una gestione dell’immigrazione che non tenga conto dei problemi della gente non serve più a niente».

Il vicesegretario Letta ritiene che la situazione di Prato sia unica nel suo genere al punto da richiedere un intervento speciale. «Con Bersani abbiamo visto tanti distretti industriali in Italia, ma Prato è un unicum e come tale va trattato – ha affermato -  è necessario che la politica si dia da fare per inventare soluzioni concrete e nuove, altrimenti difficilmente la gente la riterrà utile. Da questo punto di vista la vicenda pratese è servita a rendere il Pd più capace di sviluppare idee e nuovi progetti per il futuro».

L’ospite della festa è stato intervistato dal giornalista Alessandro Rossi direttore del Nuovo Corriere di Firenze e Prato, che ha dato il via alla serata  chiedendo a Letta di ripetere le dichiarazioni rilasciate soltanto due ore prima del suo arrivo a Prato ai microfoni di Sky Tg24.  Il vicesegretario Pd sostiene infatti che la situazione del Governo sia tale da richiedere soluzioni diverse. «Stanno esplodendo tutte le contraddizioni della maggioranza – ha raccontato al pubblico di Prato – dalle intercettazioni, alle dimissioni del ministro Brancher, alle difficoltà di gestire una manovra finanziaria che manca completamente di qualsiasi stimolo per lo sviluppo economico del paese». Secondo Letta questa «è stata una maggioranza fatta per vincere, ma non per governare». «Se le contraddizioni esplodono e questo esecutivo non è più in grado di governare – ha aggiunto – la nostra richiesta è che dia le dimissioni passando la parola al Capo dello Stato perché l’Italia in questo momento di crisi ha bisogno di essere governata». Letta è poi entrato nel merito degli ultimi atti del Governo definendoli il frutto di una logica personale che non ha niente a che fare con l’agenda politica degli italiani. «Chiediamo che si apra una nuova fase politica e che si vada a votare a ottobre – ha ribadito – per allora saremo in grado di mettere in campo un’alternativa valida: la nostra agenda politica è quella degli italiani che metterebbero al primo posto in questo momento la difesa del lavoro, la creazione di nuovi posti per i giovani e le politiche sociali in difesa della scuola e del servizio pubblico». «Se il Governo cadrà – ha concluso- saremo in grado di mettere in campo idee e preparare giorni migliori per l’Italia. E nel giugno 2011, quando ci ritroveremo di nuovo a questa festa, ci sarà Bersani primo ministro».

 

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